Venerdì 29 Novembre 2024
dalle ore 17.00
VITICOLTURA BIODINAMICA TERRITORIO
Sul tema si sono confrontati Camillo Zulli Direttore enologo della Cantina Sociale di Orsogna, Luigi De Giosafatte, Direttore Generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico delle province di Chieti, Pescara e Chieti e Stanislao Liberatore, giornalista e sommelier AIS, con la moderazione di Federico De Cerchio, imprenditore abruzzese del mondo del vino. L’occasione di confronto è stata voluta ed organizzata dalla famiglia rotariana di Chieti, riunita per l’occasione: I Rotary Club di Chieti, Chieti Ovest e Chieti Maiella, Rotaract, Interact ed Inner Wheel. Location di forte impatto la sala Convegni della Chiesa di San Rocco in Sambuceto, presenti fra i numerosi ospiti il Sindaco Giorgio di Clemente, e l’Assessore Paolo Cacciagrano del Comune di San Giovanni Teatino, e Mons. Massimo D’Angelo, Parroco di San Rocco.
Il recupero della biodiversità riparte dalle aree montane e pedemontane che negli ultimi decenni sono state testimoni di un notevole processo di spopolamento e abbandono della coltivazione, illustra il Direttore Zulli, testimone ed artefice di un percorso che ha portato la Cantina Sociale di Orsogna (fondata nel 1964, oggi con circa 40 milioni di fatturato annuo) ad essere considerata, tra le realtà della biodinamica, la più grande al mondo per la produzione di uva certificata Demeter.
Un prodotto biologico, sia che provenga da coltivazioni, allevamento o trasformazione, porta con sé la garanzia del controllo e della certificazione di organismi espressamente autorizzati per l’Italia dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali – specifica Zulli – ed il 100% delle aziende agricole che conferiscono uva in BIO Cantina Orsogna conducono i propri vigneti secondo lo standard del biologico. Particolare interesse dell’uditorio hanno suscitato le certificazioni Block-chain della Bio cantina di Orsogna: La coltivazione senza uso di irrigazione, la raccolta eseguita a mano e la selezione dei lieviti.
Il Direttore Confindustria Luigi De Giosafatte ha stigmatizzato tra l’altro quanto sia importante tornare ad una produzione non intensiva che prediliga qualità organolettiche tali da far riconoscere inequivocabilmente il prodotto italiano e regionale come grano, vino, olio formaggio e tanto altro. Scommessa difficile – dice De Giosafatte – che trova il limite di leggi economiche di mercato globale in genere e di normativa agricola comunitaria più in particolare. Nonostante tutto, l’Abruzzo resta la regione tra le più sostenibili e verdi d’Europa e d’Italia con un tasso di industrializzazione del 27% circa che ci porta al settimo posto tra le regioni più industrializzate del nostro paese. Stanislao Liberatore sia dal punto di vista del comunicatore – giornalista che da quello del sommelier ha sottolineato che il bere dei giovani fa tendenza e smuove così strategie e logiche di produzione ma, attenzione giovani – ammonisce Liberatore- l’assunzione di vino informata e consapevole è decisiva. La capacità del nostro organismo di assorbire una contenuta dose di buon vino, in particolare quello abruzzese, è notevolmente superiore rispetto a quella conseguente all’assunzione di alcolici e/o cocktail variamente composti.
La conduzione di Federico De Cerchio, titolare ed esperto della storica Cantina Torre Zambra (1910) di Villa Magna (CH), ha regalato contributi d’esperienza diretta alle riflessioni sul complesso ed affascinante mondo del vino.
Rotary Club Chieti Ovest













