a cura di Giorgio degli Abbati
La Storia dell’Arte, nel suo percorso attraverso i secoli, è stata costantemente caratterizzata da “protagonisti” che ne hanno sancito e definito l’evoluzione, e da “minori” che, pur nella loro ridotta fama, hanno saputo tracciare il percorso culturale, poi seguito dai “Grandi”. Al riguardo, è sufficiente ripercorrere la grande tradizione delle “botteghe”, vere e proprie fucine di giovani talenti. Nomi come Domenico Veneziano, il Verrocchio, il Cavalier d’Arpino, forse, immediatamente, non diranno molto a buona parte dei nostri interlocutori; salvo poi scoprire che tali artisti conducevano botteghe pittoriche da cui hanno avuto origine i geni di Piero della Francesca, Leonardo da Vinci e Michelangelo Merisi da Caravaggio, che hanno definito, questi ultimi, proprio all’interno di tali “scuole” i prodromi del loro inconfondibile stile. Parimenti similare è la storia di opere d’arte, cosiddette “Minori”, che, solo per aver avuto una storia che non ha consentito loro di essere maggiormente conosciute per qualsivoglia motivo, pur brillando di luce propria vivissima, sono meno facilmente presenti nella memoria collettiva.



