IL PROF. FRANCESCO MUSUMECI CHE HA OPERATO NAPOLITANO E’ UN BUON AMICO ROTARIANO

31301855_1670420042993295_2576813307667152896_nNato a Palermo il 29 agosto 1953 da una famiglia dell’alta borghesia del quartiere Libertà. Il padre desntista gli trasmette la passione per la medicina e la chirurgia: nel luglio del 1977, ad appena 23 anni, si laurea all’università di Palermo e si iscrive alla specializzazione in Chirurgia generale a Catania, che frequenta a distanza. Il giovane Musumeci promette bene ed è scelto come assistente del professore di Chirurgia pediatrica Ferdinando Cataliotti, primario all’ex ospedale Enrico Albanese. “È stato lui – dice Musumeci – a spingermi a fare un’esperienza in Ingnilterra. Gli devo molto”.

Doveva essere solo un periodo di formazione all’estero prima di rientrare a Palermo, ma a Londra Musumeci si innamora della cardiochirurgia e decide di restare al fianco dei più importanti cardiochirurghi mondiali che in quel periodo operano nella capitale inglese. Nel giugno del 1980 inizia il training al Royal Liverpool Children’s Hospital in Gran Bretagna. Tre anni dopo, nel 1983, decide di tornare in Italia, nella sua città d’origine: viene assunto all’ospedale Civico di Palermo, nel reparto di Cardiochirurgia allora diretto da Renato Albiero. Ma dopo meno di un anno decide di trasferirsi nuovamente in Ingnilterra dove continua la formazione cardiochirurgica nei più qualificati ospedali londinesi quali l’Hospital for Sick Children, il National Heart Hospital, il Brompton Hospital e l’Harefield Hospital ed in Australia presso il Royal Children’s Hospital.

Nel marzo del 1991, a soli 37 anni, diventa primario cardiochirurgo alla University Hospital of Wales, dove fonda la Cardiochirurgia pediatrica. Nel settembre 1998 è stato richiamato in Italia a dirigere il centro di Cardiochirurgia al San Camillo di Roma. Il centro è passato da circa 200 a 1200 interventi a cuore aperto per anno, ponendosi tra i primi in Italia ed in Europa, ed è stato uno dei primi in Italia ad iniziare un programma di chirurgia mini invasiva con video assistenza robotica ed è centro di riferimento anche da fuori regione per le patologie più complesse. Dal 2001 è l’unico centro nella Regione Lazio ad eseguire trapianti di cuore e l’unico nel centro-sud d’Italia ad avere un programma per l’assistenza ventricolare meccanica. Ha avuto incarichi di insegnamento presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’università di Cardiff ed è professore a contratto della scuola di specializzazione di Cardiologia dell’università di Palermo.

Il professore, sposato e padre di tre figli, torna a Palermo solo per trovare la famiglia: l’anziana madre e i fratelli. E quando lo fa, non perde occasione per vedersi con un suo fraterno amico, il cardiologo Francesco Pitrolo, primario all’ospedale Cervello e medico personale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per un periodo, negli anni Ottanta, faceva la spola tra Londra e Palermo, dove operava alla cinica Villa Maria Eleonora. “In Sicilia – dice – c’è una buona scuola di Cardiochirurgia. L’Ismett, il centro d’eccellenza per i trapianti, è un punto di riferimento non solo italiano”. Parola del professore che nella sua carriera, oltre a Napolitano, è stato il chirurgo di altri politici e personaggi del mondo dello spettacolo.

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